A.S. 2018-2019

Gli incontri, indirizzati agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Pistoia, per l’anno scolastico 2018-2019 sono cinque, due dedicati al tema “Il terrorismo in Italia. La violenza politica, civile e sociale nell’Italia degli anni Sessanta e Settanta” e tre destinati alle giornate istituzionali: Giorno della Memoria, Giorno del Ricordo, Festa di Liberazione.

1° incontro
17 Dicembre 2018
Matteo Dendena (Associazione Piazza Fontana 12 dicembre 1969): “Dalla strategia della tensione alla strategia del terrore: scelte di campo, evoluzione del terrorismo ed attualizzazione”.
Coordina: Filippo Mazzoni (Istituto Storico della Resistenza di Pistoia)
 
Giorno della memoria
23 Gennaio 2019
Brunello Mantelli (Università della Calabria): “La galassia concentrazionaria nazionasocialista e l’Italia del doppio fascismo 1938-1945”
Coordina: Daniela Faralli (Istituto Storico della Resistenza di Pistoia)
Testimonianza di: Kitty Braun Falaschi (Deportata a Ravensbruck e a Bergen Belsen)
 
Giorno del Ricordo
11 Febbraio 2019
Luciana Rocchi (Istituto Storico Grossetano della Resistenza e dell’Età Contemporanea): “Storie di profuganza ed esilio dal Confine alto Adriatico
Coordina: Stefano Bartolini (Istituto Storico della Resistenza di Pistoia)
Testimonianza di: Gianclaudio de Angelini (Vice-Presidente vice presidente dell’Associazione per la cultura fiumana, istriana e dalmata nel Lazio)
 
2° Incontro – Giorno del Terrorismo e delle Stragi
4 Marzo 2019
Relazione di
Guido Panvini (Istituto di studi politici di Parigi SciencesPo), “28 maggio 1974: la strage neofascista di Piazza della Loggia a Brescia”
Coordina
Alice Vannucchi (Istituto Storico della Resistenza di Pistoia)
Testimonianza di Manlio Milani (Presidente dell’Associazione familiari delle vittime della Strage di piazza Loggia)
 
Giorno della Liberazione
11 Aprile 2019
Relazione di Filippo Focardi (Università di Padova), “Generazione ribelle: fascino, mito e oblio della Resistenza. Uno sguardo europeo”
Coordina Matteo Grasso (Istituto Storico della Resistenza di Pistoia)
Testimonianza di Ivo Teglia (Staffetta partigiana e volontario nel Gruppo di Combattimento Cremona)
 

Il terrorismo in Italia. La violenza politica, civile e sociale nell’Italia degli anni Sessanta e Settanta.
La violenza politica, civile e sociale negli anni Sessanta e Settanta in Italia si inserisce all’interno di un quadro geopolitico caratterizzato dalla guerra fredda che ne influisce inevitabilmente il percorso storico. Sono anni intensi quelli vissuti nella penisola, periodo di “miracolo economico”, di mutamenti sociali e politici, di stragi e di atti terroristici, per questo di estrema particolarità e oggetto di dibattito fin dagli anni Settanta prima in sede giudiziaria, poi in sede storica.
In ambito politico, l’Italia degli anni ’60 è l’Italia del primo governo Moro con la partecipazione diretta dei socialisti; del governo Tambroni che consente al Movimento Sociale Italiano, erede della destra nostalgica, di svolgere il proprio congresso a Genova, città decorata con la medaglia d’oro per la lotta antifascista. È l’Italia dei tentativi di colpo di stato, fra cui ricordiamo il Piano Solo (1964), e della messa in discussione della democrazia. È anche un Italia che sta cambiando in ambito sociale e studentesco: vedi il caso del giornale “La Zanzara”, giornale prodotto dagli studenti del Liceo Parini di Milano all’interno del quale viene pubblicata un inchiesta sul comportamento amoroso delle studentesse.
La contestualizzazione dell’epoca è necessaria per comprendere i fenomeni di una crescente violenza innescati e diffusi dall’estrema destra e dall’estrema sinistra.
La lotta politica divenne il fulcro di questi mutamenti che portarono a due visioni del conflitto diametralmente opposti: da una parte le pratiche di stragi contro civili, tentativi di colpo di Stato, agguati e aggressioni instaurate dai neofascisti, dall’altra l’eliminazione fisica di nemici, politici e persone appartenenti a determinate categorie sociali, progetti di insurrezione, scontri di piazza promossi dalla parte armata della sinistra extraparlamentare. Il terrorismo si sviluppa all’interno dei discorsi e delle pratiche della violenza dei neofascisti e della sinistra extraparlamentare volti all’eliminazione dell’avversario in un processo di militarizzazione della lotta.
La logica della violenza è ripercorsa nelle reciproche dinamiche di scontro, che fanno emergere la diversità di repertori d’azione e le differenti strategie della violenza. Una pagina del nostro recente passato necessaria per una riflessione critica e analitica sull’Italia di oggi.

Restituzione e valutazione
Il progetto, curato da esperti del settore e dai ricercatori dell’Istituto Storico della Resistenza in collaborazione con la Provincia di Pistoia, ha sempre posto particolare attenzione nell’individuare gli strumenti didattici più efficaci per relazionarsi a giovani in età evolutiva.
In particolare, a partire da questo anno scolastico, si tende a favorire una metodologia didattica che unisca le lezioni frontali ad un’attività laboratoriale.
Pertanto, oltre alla presentazione dei contenuti attraverso le lezioni frontali tenuti da storici e testimoni ed al confronto in classe sul tema in questione con i propri docenti, si propone:
– la produzione di articoli, esperienze, recensioni e riflessioni da parte degli studenti coinvolti. I materiali prodotti saranno raccolti in un sito wordpress, che diventerà un patrimonio didattico condiviso e visibile a tutti, collegato al sito dell’Istituto. Per la preparazione dei materiali i docenti con le loro classi potranno chiedere consulenza ed eventuali incontri (che si svolgeranno presso le sedi scolastiche) con i ricercatori dell’Istituto Storico della Resistenza, coordinatori dei vari incontri.
In tal modo i soggetti promotori, attraverso la restituzione dei materiali prodotti direttamente dalle classi interessate, avranno un ulteriore strumento di valutazione per l’esito del progetto, così come i partecipanti, diventando attori attivi valuteranno sé stessi e integreranno le competenze di cittadinanza. Nella fase finale del progetto gli studenti saranno chiamati, durante un incontro pubblico, a presentare i loro materiali condividendo con le altre classi quanto realizzato.

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Provincia di Pistoia
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